Un circuiti elettrico è analogo a un sistema idraulico, in cui l’acqua sia pompata nelle tubature. La pompa, che crea la pressione dell’acqua, spinge nei tubi una data quantità di liquido a una determinata velocità. L’acqua si sposta con maggiore o minore facilità, in base all’ampiezza e alle condizioni delle tubature.
In un sistema elettrico succede lo stesso. Solo che la nostra acqua sono gli elettroni, le tubature sono i fili o qualche altro materiale conduttore, e come pompa usiamo un generatore o una batteria. La pressione che spinge gli elettroni è il voltaggio. La quantità di elettroni che si sposta lungo i fili è l’amperaggio o intensità di corrente. La resistenza, che si misura in ohm, è determinata dall’ampiezza e dal materiale dei fili, o di qualsiasi altro mezzo in cui si spostino gli elettroni.
Quanto amperaggio occorre per uccidere? Quindici milliampere provocano un dolore insopportabile e l’arresto respiratorio. A cento milliampere di corrente alternata il cuore va in fibrillazione, e si muore. Parliamo di un decimo di ampere. Il classico phon per uso domestico assorbe dieci ampere.
L’elettricità è come il mostro di Fankenstein.(…) è stupida e geniale. È stupida perché, una volta creata, vuol fare una cosa soltanto: ritornare a terra. Ed e geniale perché istintivamente trova la strada migliore per riuscirci. Trova sempre la via di minor resistenza. Possiamo anche afferrare una linea a 100.000 volt, ma se per l’elettricità e più facile tornare attraverso il filo, siamo perfettamente al sicuro. Se invece IO sono effettivamente il miglior conduttore verso la terra…
Fonte: Deaver, Jeffrey – “Il filo che brucia” – Superpocket, 2012, R.L. Libri s.r.l., Milano (edizione su licenza RCS Libri S.p.A)
Translate
Visualizzazione post con etichetta a3. L'uomo della storia: creazioni e creatori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta a3. L'uomo della storia: creazioni e creatori. Mostra tutti i post
venerdì 5 ottobre 2012
lunedì 14 marzo 2011
Akhenaton (prima parte) – il trono
Amenhotep III è stato un abile diplomato ed un faraone amato dal popolo, che ha guidato con raffinatezza l’Egitto, in una era in quale manteneva la sua supremazia come la più grande forza armata e la più importante cultura del mondo. Lui sposò molte principesse, dai più diversi paesi, anche dall’attuale Turchia, tra quali si trovava anche Tiy, la figlia di Jusuf – Yuya, noto anche come Giuseppe (personaggio di un’importanza vitale nella Bibbia), che ha fatto il primo ministro (visir) del faraone Thutmosi IV e del suo figlio, Amenhotep III stesso.
Tiy, di sangue reale israeliano, fu considerata, però un pericolo, cosi fu decretato che, se dall’unione del faraone con essa sarebbe nato un maschio, questo sarebbe stato ucciso. Il problema più grande che un figlio israeliano avrebbe portato era che sua madre non poteva rappresentare il dio più importante d’Egitto, Ammon.
Questo crimine però non avverò, i parenti israeliti di Tiy furono contattati prima della nascita del bambino, e cosi il ragazzo fu nato in una casa nascosta e poi consegnato alle cure della sua zia, Tey. In un tempio di Heliopolis, sotto la cura dei pretti del dio Rà, Amenhotep fu cresciuto ed educato, per poi trasferirsi a Tebe, la bella capitale d’Egitto.
Nel frattempo, la mamma israelita aveva acquisito un potere politico grande, avendo un certo valore nello stato ed essendo più importante che quell’altra moglie del faraone, Sitamun, che non era riuscita a dare alla luce un figlio maschio, ma, secondo certe opinioni degli storici, solo una figlia, la misteriosa Nefertiti.
Amenhotep III si ammalò gravemente, trovandosi nella brutta situazione di non avere eredi legali al trono, e cosi il famoso consiglio dei saggi aveva deciso di accettare come nuovo faraone il giovane Amenhotep. Nel frattempo, esso aveva sposato la Nefertiti, la sua sorellastra, una pratica abbastanza comune nell’antico Egitto. Inizialmente, i due nuovi sposi, avrebbero dovuto regnare in reggenza per il periodo della malattia del padre, ma esso morì, lasciando al trono Amenhotep, che in questo preciso momento assunse il nome di Amnehotep IV.
Fonte: "I segreti dell'arca perduta", Laurence Gardner, Newton Compton Editori, 2005, Roma
giovedì 17 giugno 2010
Il primo genocidio di massa commesso dall’uomo
Nell’ultimo secolo, l’idea di guerra, crimine, lotta per supremazia, è diventata uno stato d’animo sociale. Il genocidio organizzato dai nazisti nella seconda Guerra Mondiale ancora ci sconvolge, ed evitiamo i film, i libri che raccontano la tragedia umana provocata sfortunatamente dagli uomini stessi, che forse non si sono mai meritati l’appellativo di “umani”.
Come un’altra ragione di vergogna per tutti noi, gli ebrei non sono stati le prime vittime della malvagità della natura umana. Ricordiamoci solo i conquistatori spagnoli che hanno portato a sterminio le culture locali dell’America di Sud, nel nome dell’oro. Allora, quale è stato il primo genocidio, il primo sterminio di massa, commesso dall’uomo? (da quello che la storia ci racconta, certamente)
Anche se le opinioni non sono unanime, la gran parte dei paleo antropologi ritengono che tra 40.000 e 27.000 anni fa, Homo Sapiens ha perpetrato il primo genocidio, cancellando dal pianeta l’unica specie che aveva lo stesso patrimonio genetico, l’uomo di Neanderthal.
Le differenze tra l’uomo di Neanderthal e Homo Sapiens erano ben visibili. Anche se probabilmente il DNA delle due specie coincideva il 99.5 %, il 0,5% ha creato delle differenze essenziali. Prima di tutto, il cervello dell’uomo di Neanderthal era il 10% Più GRANDE del nostro. Poi, l’osso frontale aveva una doppia arcata, con un solco al centro. La mandibola era molto prominente, e il mento mancava in totalità. Un’altra caratteristica era la presenza di un chignon occipitale, una sporgenza specifica, e la presenza delle protuberanze triangolari nella cavità nasale. Dal punto di vista fisico, si considera che la massa muscolare dell’uomo di Neanderthal era almeno 30 % più grande di quella dell’Homo Sapiens.
L’uomo moderno ha guadagnato dai tempi storici la supremazia sul pianeta sterminando in massa, uccidendo i suoi stessi parenti.
Libro di riferimento: Robert J. Sawer, "La genesi della specie", Fanucci Editore, Roma, 2004 - il romanzo vincitore del premio Hugo del 2003
Come un’altra ragione di vergogna per tutti noi, gli ebrei non sono stati le prime vittime della malvagità della natura umana. Ricordiamoci solo i conquistatori spagnoli che hanno portato a sterminio le culture locali dell’America di Sud, nel nome dell’oro. Allora, quale è stato il primo genocidio, il primo sterminio di massa, commesso dall’uomo? (da quello che la storia ci racconta, certamente)
Anche se le opinioni non sono unanime, la gran parte dei paleo antropologi ritengono che tra 40.000 e 27.000 anni fa, Homo Sapiens ha perpetrato il primo genocidio, cancellando dal pianeta l’unica specie che aveva lo stesso patrimonio genetico, l’uomo di Neanderthal.
Le differenze tra l’uomo di Neanderthal e Homo Sapiens erano ben visibili. Anche se probabilmente il DNA delle due specie coincideva il 99.5 %, il 0,5% ha creato delle differenze essenziali. Prima di tutto, il cervello dell’uomo di Neanderthal era il 10% Più GRANDE del nostro. Poi, l’osso frontale aveva una doppia arcata, con un solco al centro. La mandibola era molto prominente, e il mento mancava in totalità. Un’altra caratteristica era la presenza di un chignon occipitale, una sporgenza specifica, e la presenza delle protuberanze triangolari nella cavità nasale. Dal punto di vista fisico, si considera che la massa muscolare dell’uomo di Neanderthal era almeno 30 % più grande di quella dell’Homo Sapiens.
L’uomo moderno ha guadagnato dai tempi storici la supremazia sul pianeta sterminando in massa, uccidendo i suoi stessi parenti.
Libro di riferimento: Robert J. Sawer, "La genesi della specie", Fanucci Editore, Roma, 2004 - il romanzo vincitore del premio Hugo del 2003
lunedì 18 gennaio 2010
La legge di Pareto: non sempre i risultati mostrano i nostri sforzi
Il secolo XIX è stato un secolo dell’illuminazione, riguardando le scoperte che sono state fatte nel ventesimo secolo. Una delle più utilizzate regole in economia, però pure nella vita di ogni giorno, è la legge di Pareto. Un economista italiano del diciannovesimo secolo, Vilfredo Pareto, ha stabilito che 80% delle ricchezze è nel possesso di 20% della popolazione. Da allora, il rapporto 80/20 è diventato celebro e l’osservazione diretta ha portato all’osservazione del fatto che è vallabile per più delle situazioni. Comunque, si è dimostrato che 80% dei nostri risultati sono ottenuti con 20% di sforzo.
Vilfredo Federico Damaso Pareto è nato a Parigi il 15 luglio, 1848, ed è morto il 19 agosto, 1923. È stato un sociologo, economista e ingegnere italiano. Suo padre era un ingegnere italiano, esiliato per ragioni politici e sua madre era di nazionalità francese. Nell’anno 1858 l’intera famiglia si trasferì sul territorio italiano, a Torino.
La legge di Pareto è nominata pure la curva della distribuzione dei redditi. Questo concetto è l'estrapolazione statistica operata da Pareto del fatto che, non solo il numero di percettori di reddito medio è più elevato del numero di chi percepisce redditi molto sopra e molto sotto la media, ma anche del fatto che, man mano che si considerano livelli di reddito sempre più alti, il numero dei percettori diminuisce in un modo che è all'incirca, è uguale in tutti i paesi in tutte le epoche.
Vilfredo Federico Damaso Pareto è nato a Parigi il 15 luglio, 1848, ed è morto il 19 agosto, 1923. È stato un sociologo, economista e ingegnere italiano. Suo padre era un ingegnere italiano, esiliato per ragioni politici e sua madre era di nazionalità francese. Nell’anno 1858 l’intera famiglia si trasferì sul territorio italiano, a Torino.
La legge di Pareto è nominata pure la curva della distribuzione dei redditi. Questo concetto è l'estrapolazione statistica operata da Pareto del fatto che, non solo il numero di percettori di reddito medio è più elevato del numero di chi percepisce redditi molto sopra e molto sotto la media, ma anche del fatto che, man mano che si considerano livelli di reddito sempre più alti, il numero dei percettori diminuisce in un modo che è all'incirca, è uguale in tutti i paesi in tutte le epoche.
martedì 5 gennaio 2010
La bomba atomica: la bomba più potente mai sganciata
L’esplosioni delle bombe da Nagasaki e Hiroshima sono rimaste nella storia non soltanto come una catastrofe, però pure come un’evidenza del potere atomico. La bomba da Nagasaki però non è neanche da lontano la bomba atomica più potente sganciata.
Nell’anno 1961, il team di lavoro di Andrej Dmitrievič Sakharov ha costruito nell’Unione Sovietica la bomba chiamata Zar Bomba, la più potente bomba a idrogeno mai sperimentata. La bomba è stata costruita in meno di sei settimane e il suo nome di codice era Ivan.
Il 30 dicembre 1961, è stata sganciata sull’isola Novaia Zemila dell’oceano Artico, nel bagno Mitjušicha, a nord del Cerchio Polare Artico, nel nord della Russia. Anche se la forza iniziale della bomba era di 100 megatoni TNT, è stata limitata per ridurre la quantità dei residui radioattivi risoltati. La forza della bomba è stata di approssimativamente cinquantasette megatoni TNT, anche se ci sono delle voci non autorevoli che sostengono che il potere reale era tra sessantadue e novantasette megatoni, dunque quasi 5000 volte più potente che la bomba di Nagasaki.
Sul territorio europeo, è stato calcolato che se la bomba sarà lanciata a Londra, ammazzerà tutti i cittadini londinesi e provocherà degli incendi fino a Oxford, dunque su un raggio di 90 km dal punto dove la bomba è esplosa.
Nel giorno dell’esplosione, persino il cielo era nuvoloso, la luce provocata dell’esplosione è stata vista da 1000 km di distanza.
Nell’anno 1961, il team di lavoro di Andrej Dmitrievič Sakharov ha costruito nell’Unione Sovietica la bomba chiamata Zar Bomba, la più potente bomba a idrogeno mai sperimentata. La bomba è stata costruita in meno di sei settimane e il suo nome di codice era Ivan.
Il 30 dicembre 1961, è stata sganciata sull’isola Novaia Zemila dell’oceano Artico, nel bagno Mitjušicha, a nord del Cerchio Polare Artico, nel nord della Russia. Anche se la forza iniziale della bomba era di 100 megatoni TNT, è stata limitata per ridurre la quantità dei residui radioattivi risoltati. La forza della bomba è stata di approssimativamente cinquantasette megatoni TNT, anche se ci sono delle voci non autorevoli che sostengono che il potere reale era tra sessantadue e novantasette megatoni, dunque quasi 5000 volte più potente che la bomba di Nagasaki.
Sul territorio europeo, è stato calcolato che se la bomba sarà lanciata a Londra, ammazzerà tutti i cittadini londinesi e provocherà degli incendi fino a Oxford, dunque su un raggio di 90 km dal punto dove la bomba è esplosa.
Nel giorno dell’esplosione, persino il cielo era nuvoloso, la luce provocata dell’esplosione è stata vista da 1000 km di distanza.
sabato 2 gennaio 2010
Misterul numerelor/ The mistery of the numbers/ Il mistero dei numeri
Cuvintele nu au nici un rost, cifrele vorbesc de la sine...
The words have no point, the numbers speak for themselves...
Le parole non valgono niente, le cifre parlano per loro stesse...
11 x 11 = 121
111 x 111 = 12321
1111 x 1111 = 1234321
11111 x 11111 = 123454321
111111 x 111111 = 12345654321
1111111 x 1111111 = 1234567654321
11111111 x 11111111 = 123456787654321
111111111 x 111111111 = 12345678987654321
9 x 9 + 7 = 88
98 x 9 + 6 = 888
987 x 9 + 5 = 8888
9876 x 9 + 4 = 88888
98765 x 9 + 3 = 888888
987654 x 9 + 2 = 8888888
9876543 x 9 + 1 = 88888888
98765432 x 9 + 0 = 888888888
1 x 9 + 2 = 11
12 x 9 + 3 = 111
123 x 9 + 4 = 1111
1234 x 9 + 5 = 11111
12345 x 9 + 6 = 111111
123456 x 9 + 7 = 1111111
1234567 x 9 + 8 = 11111111
12345678 x 9 + 9 = 111111111
123456789 x 9 +10 = 1111111111
1 x 8 + 1 = 9
12 x 8 + 2 = 98
123 x 8 + 3 = 987
1234 x 8 + 4 = 9876
12345 x 8 + 5 = 98765
123456 x 8 + 6 = 987654
1234567 x 8 + 7 = 9876543
12345678 x 8 + 8 = 98765432
123456789 x 8 + 9 = 987654321
Sursa/Source/Fonte: Stiati-Ca
The words have no point, the numbers speak for themselves...
Le parole non valgono niente, le cifre parlano per loro stesse...
11 x 11 = 121
111 x 111 = 12321
1111 x 1111 = 1234321
11111 x 11111 = 123454321
111111 x 111111 = 12345654321
1111111 x 1111111 = 1234567654321
11111111 x 11111111 = 123456787654321
111111111 x 111111111 = 12345678987654321
9 x 9 + 7 = 88
98 x 9 + 6 = 888
987 x 9 + 5 = 8888
9876 x 9 + 4 = 88888
98765 x 9 + 3 = 888888
987654 x 9 + 2 = 8888888
9876543 x 9 + 1 = 88888888
98765432 x 9 + 0 = 888888888
1 x 9 + 2 = 11
12 x 9 + 3 = 111
123 x 9 + 4 = 1111
1234 x 9 + 5 = 11111
12345 x 9 + 6 = 111111
123456 x 9 + 7 = 1111111
1234567 x 9 + 8 = 11111111
12345678 x 9 + 9 = 111111111
123456789 x 9 +10 = 1111111111
1 x 8 + 1 = 9
12 x 8 + 2 = 98
123 x 8 + 3 = 987
1234 x 8 + 4 = 9876
12345 x 8 + 5 = 98765
123456 x 8 + 6 = 987654
1234567 x 8 + 7 = 9876543
12345678 x 8 + 8 = 98765432
123456789 x 8 + 9 = 987654321
Sursa/Source/Fonte: Stiati-Ca
martedì 1 dicembre 2009
1 dicembre – il giorno nazionale della Romania

Iniziando con l’anno 1990, i rumeni celebrano l’1 dicembre come il giorno del paese. Per la prima volta, il primo dicembre è stata dichiarata la festa pubblica nazionale il giorno 31 luglio 1990, per ritrovarsi poi nel 2003, con lo stesso statuto nella Costituzione, articolo 12, al. 2.
La storia del giorno del 1° dicembre
Nel tempo della prima guerra mondiale, per due anni, Romania mantiene la sua neutralità. Poi nel 1916, il re Ferdinando decide di entrare nella guerra dalla parte degli Alleati. Il 27 agosto 1916, tre armate rumene hanno attaccato, attraversando i Carpazi Meridionali, dopo sono entrati in Transilvania.
Il primo dicembre 1918 Romania celebrava l’esistenza della Romania Grande. In ordine cronologico, il 27 marzo 1918, Basarabia (La Repubblica Moldavia) ha proclamato l’unione con la Romania, dopo aver votato. Il 14 ottobre, i rappresentanti della popolazione da Bucovina hanno votato per l’unione con il Paese, e l’unione è stata realizzata il 15 novembre.
Il primo dicembre 1918, la Riunione Nazionale di Alba Iulia, costituita da 1228 delegati e sostenuta da più di 100.000 persone venute per questo evento da tutte le parti dell’Ardeal e Bucovina, ha adottato una Risoluzione che attesta l’unione di tutti i rumeni che si trovavano in Transilvania e Banato (situato tra le rive Mures, Tisa e Danubio) con Romania.
La legge dell’Unione è stata ratificata dal Decreto – Legge No. 3631, dall’11 dicembre 1918, promulgato dal Re Ferdinando I e votato in unanimità dalla Riunione dei Deputati, nell’incontro del 29 dicembre 1919.
La Risoluzione dell’Unione è stata letta da Vasile Goldis, ad Alba Iulia, il 1 dicembre 1918: “La Riunione Nazionale di tutti i rumeni trovati in Transilvania, Banato e Il Paese degli Ungari, riuniti mediante i loro rappresentanti scelti ad Alba Iulia, il giorno 18 novembre \ 1 dicembre 1918, decreta l’unione di questi rumeni e di tutte le terre da loro abitate con Romania. La riunione proclama in modo speciale il diritto inalienabile della nazione rumena sopra l’intero territorio del Banato, compreso tra le rive Mures, Tisa e Danubio.”.
lunedì 30 novembre 2009
Brian Weiss – oltre il presente, la reincarnazione

Uno psicanalista tradizionale fa tutto il possibile per aiutare più persone. Una delle sue pazienti, che soffriva di incubi ricorrenti, fobie e attacchi di panico, decide di sottoporsi alla ipnosi per curarsi, perche i metodi classici non sembravano risolvere i suoi problemi. Al semplice consiglio del dottore “Regredisca fino all’epoca in cui sono iniziati i sintomi”, la paziente fa un salto incredibile. Non un salto fisico, però un salto nel tempo. Inizia a raccontare la sua esistenza nel Medio Oriente, quando aveva sofferto un trauma che era la base dei suoi problemi attuali.
La paziente, nominata Catherine, apre nuove finestre per il rigido dottore. Questo inizia ad esperimentare la tecnica della regressione, una tecnica che invoca le vite passate per guarire la vita presente. Però quando cerca informazioni sopra le reincarnazioni, come esperienze psicologiche, non trova nessun scrittore che aveva affermato in un libro l’esistenza delle vite passate quale, invocate sotto l’ipnosi, hanno il potere di guarigione. In questo modo, Brian Weiss diventa il primo psichiatra che usa in un modo officiale la tecnica della regressione.
Le voci dei maestri, passato e futuro
Oltre questo mondo fisico, lo spirito è immortale e sceglie in che vita nascere, secondo le sue possibilità di evoluzione. I maestri, gli dei del mondo spirituale, galleggiano al di noi e guidano le anime nel mondo magico non-fisico. Le vite passate sono tutte scritte in un libro che può essere letto dallo spirito. Dopo aver letto queste pagine durante l’ipnosi, tanti pazienti hanno scoperto poi la saggezza di risolvere i problemi. Il legame tra l’anima e il corpo si scopre fortissima: una guarigione interiore porta speso a una guarigione del corpo.
Praticando costantemente la regressione, Weiss scopre che pure le vite future sono disponibili alle persone, però in modo parziale. Quello che sarà non e completamente scritto nel libro: la gente può scegliere, dunque le possibilità delle vite future sono infinite.
Come testimonianza della vita dell’ aldilà, lo psicologo nomina spesso le persone che sono state ipnotizzate e hanno portato a un livello cosciente il ricordo delle vite passate, nascosto dalla subcosciente. Pure le persone che sono state risuscitate, dunque sono state morte per un corto tempo, si ricordano la sensazione di galleggiamento, di separazione del corpo e la luce che li dice che il loro tempo non è ancora arrivato. Molto spesso, nella vicinanza della morte, le persone vedono degli angeli che vengono a mostrargli la strada che porta alla luce, e questa visione e tranquillante: ti dà la certezza che esiste vita dopo la morte.
Iscriviti a:
Post (Atom)






